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Protezione solare: come scegliere quella giusta?

La bella stagione è ufficialmente iniziata e con essa il pensiero corre subito alla spiaggia: mare, sabbia ma soprattutto sole. Così fondamentale per il nostro organismo, quanto letale e nocivo se non saputo dosare nella giusta misura. E’ utile imparare a conoscere le radiazioni solari, dato che vi siamo esposti quotidianamente ed alcune possono essere piuttosto pericolose se non proteggiamo la pelle nel modo corretto.

I raggi che vengono emessi sono di tre tipi: il visibile che rappresenta la luce che noi vediamo; i raggi infrarossi (IR) che sono responsabili del calore che avvertiamo durante l’esposizione solare; i raggi ultravioletti, noti come raggi UV, pari soltanto al 10% delle radiazioni emesse ma che rappresentano la parte più dannosa dell’irradiazione. E’ dagli UV dobbiamo proteggerci in modo particolare. Essi si suddividono in tre tipi: UV-A, UV-B e UV-C.

I raggi UV-C sono i più pericolosi. Sono caratterizzati da una lunghezza d’onda molto corta e grazie all’ozonosfera vengono bloccati  al 100%.

Gli UV-B attraversano lo strato di ozono ma per fortuna non in maniera massiva. Sono ritenuti una delle cause di melanoma.

Gli UV-A possiedono lunghezza d’onda maggiore e sono più penetranti degli UV-B. Sono responsabili ad esempio dell’invecchiamento cutaneo precoce, infatti causano aumento delle rughe e perdita di elasticità della pelle. Sono i meno dannosi ma ad alte dosi possono causare ustioni e anch’essi sono implicati nell’eziologia del melanoma.

Una delle prime reazioni di difesa del nostro corpo nei confronti della radiazione solare è rappresentata dall’eritema. Questa manifestazione cutanea nota a molti, soprattutto ai soggetti con pelle chiarissima o molto sensibile, si presenta con sintomi che vanno da un modesto arrossamento all’eritema vero e proprio, con dolore, bolle ed edema. L’eritema è provocato soprattutto dai raggi UV-B e si manifesta dopo 6-8 ore dall’esposizione.

Oltre agli aspetti negativi dei raggi UV, ce ne sono però tanti positivi. L’interazione della radiazione ultravioletta con il derma aiuta lo sviluppo delle nostre ossa, aumentandone la robustezza, perché il sole promuove la sintesi della vitamina D3, che favorisce il riassorbimento del calcio. Ma i raggi ultravioletti sono associati all’estate soprattutto per la tanto desiderata abbronzatura, che è data da una iperproduzione di melanina innescata dai raggi solari. La melanina è un pigmento che può essere prodotto in maniera più o meno massiccia, è per questo che ognuno di noi si abbronza in maniera differente.

Inoltre ogni individuo dispone di una propria sensibilità alle radiazioni solari, caratteristica definita dal cosiddetto fototipo.

Esistono 6 fototipi, determinati in funzione della carnagione, del colore dei capelli, della presenza o meno di efelidi o lentiggini, della capacità dell’individuo di abbronzarsi e vanno dal fototipo I, il più chiaro e sensibile alle radiazioni solari, al fototipo VI, pelle più scura e resistente.

Per far si che la nostra pelle sia perfettamente protetta e tragga il massimo vantaggio dall’esposizione solare, la strategia difensiva più efficace è rappresentata dalle protezioni solari, dei cosmetici la cui formulazione prevede l’impiego di specifici filtri solari.

Questi filtri sono distinti in chimici (organici) e fisici (inorganici) e dalla loro scelta e miscelazione dipende l’efficacia protettiva del prodotto.

I filtri fisici sono preparazioni formulate con derivati di metalli (ossido di zinco, biossido di titanio) che creano una vera e propria barriera fisica nei confronti dei raggi UV e visibili, i quali vengono bloccati attraverso un meccanismo di riflessione e diffusione. I filtri sono finemente dispersi in particelle molto piccole, per evitare la consistenza pastosa, bianca ed opaca, che renderebbe il cosmetico poco gradevole. Sono molto indicati per le persone che presentano una pelle intollerante, tuttavia è necessario applicarli in quantità generosa, poiché il grado di protezione è direttamente proporzionale allo strato di solare applicato.

I filtri chimici invece sono costituiti da sostanze chimiche che assorbono l’energia delle radiazioni solari per poi tornare allo stato iniziale. E’ importante scegliere filtri il più possibile fotostabili, cioè che non diano fenomeni allergici. Negli ultimi anni le aziende produttrici hanno raggiunto ottimi requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia grazie allo ricerca in campo cosmetico e oggigiorno i filtri chimici offrono un buon grado di protezione contro la radiazione UV-A e UV-B, senza tralasciare la sicurezza ed il comfort una volta applicato sulla pelle. La capacità protettiva di un filtro solare si indica con l’SPF: il Sun Protecting Factor (SPF), o Fattore di Protezione Solare, rappresenta il grado di protezione di un filtro solare. Il valore numerico dell’SPF è dato dal rapporto tra il tempo necessario a produrre l’insorgenza dell’eritema sulla cute protetta dal prodotto solare (MED cute protetta) e il tempo necessario a produrre la stessa risposta senza protezione (MED cute non protetta). Più alto è il numero più alta è la protezione. L’SPF quindi aiuta nella scelta della protezione più adatta alla propria pelle e alle condizioni di esposizione al sole.

Per la scelta del solare è utile valutare il fototipo e le condizioni di esposizione: più il fototipo è basso (fototipo III, ma soprattutto fototipi I e II), più la fotoprotezione da utilizzare deve essere elevata; i soggetti di pelle chiara e i bambini devono utilizzare un indice elevato; alcune parti del corpo (viso e seno ad esempio) sono più sensibili di altre. E’ anche importante evitare di esporsi nelle ore in cui il sole è più alto nel cielo, tra le ore 12 e le 16, in cui la quantità di raggi UVB è maggiore.

Per le pelli più sensibili può essere d’aiuto assumere un integratore alimentare ricco di attivi idratanti che prevengono la secchezza cutanea, rinforzano la funzione di barriera e stimolano l’abbronzatura.

Non rimanete più tempo al sole perché vi siete messi una protezione con un indice alto: lo scopo di questi prodotti non è di aumentare il numero delle ore di esposizione ma di ridurne i rischi.

E’ vero che il sole rappresenta una minaccia se non saputo dosare, ma è altrettanto vero che al giorno d’oggi sono disponibili sul mercato tutta una serie di strategie che ne fanno un amico. L’uso di una giusta fotoprotezione, unita ad una corretta esposizione sono la combinazione vincente per una tintarella sicura, uniforme e duratura. Per prolungarla il più a lungo possibile, il trucco è abbronzarsi in modo progressivo, evitando lunghe esposizioni le prime volte che prendiamo il sole. Una volta abbronzati, idratare la pelle ogni giorno con un latte dopo sole.

Dott. Marco Pipia

Presso Biopharm Parafarmacia Sassari troverete un’ampia scelta di protezioni solari e consigli professionali per ottenere un’abbronzatura dorata in tutta sicurezza.

NOTA BENE:

Il solo scopo di questo blog è quello di fornire informazioni di carattere generale su vari argomenti. Queste informazioni non vanno usate per diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Se hai un problema di salute serio, cronico o acuto, consulta un medico che possa aiutarti.

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